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sabato 09 febbraio 2008 sport
pag. 47
L’INIZIATIVA. AL PALAZZETTO DI
SCIENZE MOTORIE, DOMANI DALLE ORE 9 ALLE 14, UNA
MANIFESTAZIONE PROMOSSA DAL COMITATO REGIONALE
di Renzo Puliero
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Non
è un torneo, ma si gioca a baseball. E’ assolutamente
vietato tenere conto dei punti perché quella che si tiene
domani (dalle ore 9 alle 14) al palazzetto dell’Università
di Scienze motorie al gavagnin 2 e, in contemporanea, a
Conegliano Veneto, è «una manifestazione sportiva di
minibaseball indoor», promossa dal comitato regionale
veneto. Il presidente Roberto Culicchi sottolinea: «E’ la
prima organizzata a livello regionale ed è riservata ai
bambini dai 6 ai 10 anni di età, divisi in due fasce, 6-8,
8-10. La manifestazione proseguirà nelle domeniche
successiva a Castelfranco, San Bonifacio, Rovigo, Cavazzale
e si concluderà a Vicenza il 6 aprile, nello stadio di
baseball, quando dalle 9 alle 16 saranno coinvolti circa
duecento bambini in una cornice di colore e festa». Domani
saranno circa ottanta i bambini in campo, in rappresentanza
di Dynos Verona, Palladio Vicenza, Rovigo, San Martino
Junior A e B. «Giocheranno - fa presente Giovanna
Armani dei Dynos - con materiale tecnico adatto alla loro età,
assolutamente atossico. Le basi sono antiscivolo, le mazze
di plastica. I genitori possono stare tranquilli sulla
sicurezza dei piccoli». La manifestazione è patrocinata
dall’Unicef «perché - spiega Culicchi -, nel nostro
piccolo, vogliamo sensibilizzare i bambini sin da piccoli
nei confronti di chi è più sfortunato ed ha bisogno del
nostro aiuto». «La ritengo - aggiunge - una piccola goccia
che può, comunque, essere d’aiuto. Abbiamo scelto l’Unicef
perché possiamo veramente vedere il risultato delle nostre
piccole gocce attraverso la realizzazione di un pozzo per
l’acqua o una scuola». Anna Biondani, volontaria del
comitato Unicef di Verona, fa presente che «da anni
lavoriamo in sinergia con il mondo dello sport proprio perché
lo sport è eccellente mezzo di comunicazione globale,
attraverso il quale di sviluppano i progetti in difesa dei
diritti dell’infanzia». «L’attività sportiva -
prosegue la Biondani - è considerata fondamentale per
l’evoluzione fisica, mentale, psicologica e sociale. Lo
sport abbina anche il diritto al gioco e alle attività
ricreative e le iniziative sportive legate all’Unicef
cercano di mettere in risalto il diritto al gioco, il senso
di partecipazione e di sana competizione e anche di
autostima personale. Al tempo stesso, sostengono obiettivi
legati alla formazione, alla salute, allo sviluppo e alla
pace, cercando di combattere l’esclusione dei bambini
disabili o altri gruppi vulnerabili. Per l’Unicef, fare
sport significa favorire atteggiamenti che facilitano la
comprensione tra gli individui e i popoli, insegnando ai
bambini la disciplina, il rispetto e la correttezza». Con
una manifestazione giocosa, dove il risultato non conta, si
torna, in qualche modo, all’antico «visto che l’origine
di quasi tutti gli sport risale ai giochi infantili». «Nello
sport - aggiunge la Biondani - c’è chi vince e chi perde,
ma non è una situazione definitiva, lo è sino alla gara
successiva. Nella vita non è così, perché chi è nato
povero od è orfano non ricomincia mai da zero, parte da più
indietro, ma lo sport gli dà la possibilità, per una
volta, di permettersi di sognare e pensare di vincere una
gara». Culicchi conclude: «Non ci sarà una classifica. Al
centro ci sono gioco e divertimento e l’allenatore o la
persona adulta potrà collaborare nel gioco con i bambini
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Nasce
la Franchigia Verona |
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Dal giornale
L'Arena
lunedì 26 febbraio 2007 sport pag. 38
Dynos e San Martino
uniscono le
forze
L'articolo de
L'arena (pdf)
Rivoluzione
storica nel mondo del baseball giovanile a Verona. Per la prima
volta si comincia a parlare di franchigia e di «unione di forze»
per raggiungere un obiettivo comune: fare della scuola veronese di
baseball un punto di riferimento in vista dell’introduzione da
parte della Federazione delle franchigie regionali dal 2009.
Così
Dynos Verona e San Martino Baseball Junior hanno unito le forze ed
è nato «Progetto giovani Verona», una vera e propria franchigia
veronese del baseball. Alla stessa maniera altri progetti stanno
nascendo a Bologna, Grosseto e Rimini. Il campanilismo viene messo
da parte e tutto contribuirà alla nascita e alla crescita di
questo nuovo modo di fare sport a livello giovanile.
Le categorie interessate sono i Cadetti (13-16 anni) che
giocheranno al Gavagnin, l’Under 21 con il nome di Franchigia
Verona e giocherà alternativamente al Gavagnin o a San Martino
Buon Albergo e la serie C1 che giocherà in Borgo della Vittoria a
San Martino.
La nuova linea della Federazione è quella di invogliare la nascita
di franchigie sul modello americano, per arrivare ad avere un
campionato professionistico tipo Mlb con una formazione per ogni
regione. E nel Veneto solo Verona e Vicenza sono le candidate per
ospitare una società di questo tipo. Ma perché è importante questo
«Progetto giovani Verona»? «Innanzitutto perché finalmente uniamo
le forze di due società storiche del baseball veronese – afferma
Paolo Castagnini dei Dynos e consigliere nazionale della
Federazione -. La nostra città e la nostra provincia dal punto di
vista del baseball giovanile sono tra le più intraprendenti
d’Italia. Le finali per il titolo italiano dei Dynos e il titolo
italiano della Winter League del San Martino lo stanno a
confermare. Unendo le nostre forze potremo veramente dar vita ad
un ‘modello Verona’, tenendo conto anche che dopo i nostri
migliori giovani potranno giocare in A2 con il Verona Baseball
Team. La Federazione sta appunto, spingendo perché anche il
baseball italiano arrivi ad avere finalmente un campionato
professionistico. Questa unione di forza significa che Verona ha
colto al volo le possibilità che ci sono sul territorio”. Stefano
Burato, presidente del San Martino baseball Junior non fa altro
che confermare le parole di castagnini: “Uniamo le forze anche se
la nostra collaborazione esiste già da un paio di anni – dichiara
Burato -. Una collaborazione del genere di questa portata a
livello giovanile è una delle prime in Italia. Ed è anche
l’occasione per portare una nuova mentalità nei ragazzi che
praticano il nostro sport. E due tecnici del valore del cubano
Orlando Quirantes e dell’americano Mike Manderino, sono due
certezze dal punto di vista tecnico per i nostri giovani. Lo
spirito collaborativo è alla base di ‘Progetto giovani Verona’ e
la novità fondamentale che le nuove regole federali hanno
introdotto è quella dello spostamento dei giocatori da una squadra
all’altra. Come quello che accade nelle leghe professioniste
americane, per intenderci. Ma quello che interessa a noi –
conclude Burato – è il fatto che i giovani che a Verona e
provincia praticano baseball un giorno finito l’iter delle
giovanili possano continuare a giocare in una squadra
professionistica a Verona”. Luciano Risi, general manager del
verona Baseball Team, è “contento perché questo ‘Progetto giovani
Verona’ segna l’inizio di una nuova epoca di fare baseball a
Verona, tenendo conto anche della storia che il nostro sport ha a
Verona e provincia. Far crescere i ragazzi con una giusta
mentalità per poi inserirli in una società professionistica non
può che essere positivo in vista del salto storico che il baseball
italiano farà a partire dal 2009 con l’inizio del professionismo”.
Luca Sguazzardo
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